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Focaccia d’autunno alla zucca funghi e cipolle

E’ lei la mia ricetta salata per Talent for food , questo bellissimo progetto promosso da Aifb, Dieffe e Assindustria Veneto Centro per conoscere e raccontare sul web i prodotti dell’area Veneto centro, ci vede in gioco, in 40 blogger d’italia, con le nostre ricette foto e fantasia grazie alla mistery box di cibo inviatoci per scatenarci. Una bella sfida tra le eccellenze di una regione ricca di tradizione e cibo di qualità.

Robadanatti

Laboratorio artigiano Luigi Pitzalis. Ramaio di Isili

Una galleria fotografica per testimoniare come nasce su “Pratt’e Cassa” la pentola di rame di cui vi parlo qui. In questo laboratorio dove nascono pentole utensili e persino campanacci e campanelli per le greggi, tutto come una volta. Padre e figli con mani sapienti che portano avanti un sapere antico, con passione e pazienza in un epoca di velocità, che solo così non avrà mai fine.

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Su Pratt’e Cassa, cucina di una Sardegna antica.

Letteralmente “piatto della caccia” , in realtà una pentola usata anticamente per cuocere la cacciagione, ma perfetta anche per pesci e verdure, a fuoco lento, sulla brace.

I pastori lo portavano con sé, lo legavano all’asino, ci raccontano, e al bisogno diventava una comodissima pentolaapressionepuntozero, e anche un piatto, anzi due: la base e il coperchio. Esempi di tegami a cottura lenta sulle braci li abbiamo anche in altri paesi mediterranei, la cottura nella Tajine tunisina é molto simile sebbene si tratti di un manufatto in coccio, o anche la Cataplana, un tempo in ferro, in rame e oggi prodotta in alluminio in Portogallo. In Sardegna, viene ancora realizzato a mano da qualche artigiano (come Luigi Pitzalis per esempio a Isili ) che tiene viva la sua tradizione e utilità : il rame in cottura ha il merito di tenere omogenea la temperatura su tutta la superficie del tegame apportando un vantaggio sorprendente al cibo, che non va neanche girato, si tiene chiuso tra le due calotte bombate di questa navicella spaziale, e lentamente si cuoce.

Gli aromi e i profumi, in quel lento lavorìo, restano dentro al cibo cui appartengono , amalgamandosi gli uni con gli altri. È qui che ho conosciuto questa pentola : un pranzo da DomuAntiga, a Gergei, un grazioso paese nel cuore del Sarcidano,

dove i proprietari, che usano questi tegami da sempre, hanno deciso di farceli conoscere durante uno Slow-cooking-show. Hanno preparato un menù di bontà locali meraviglioso.

Tutto cucinato in una decina di Pratt ‘e cassa: dalla fregola (mai mangiata una fregola così buona, credetemi ), alle verdure in ratatouille , il pollo ripieno, l’agnello, il cavolo intero stufato e aromatizzato, le patate, il piccione e le trote del fiume qua vicino.. E molto altro. Un ricco pranzo dai sapori antichi. Noi commensali tutti deliziati dalla genuina semplicità e dai suoi effetti speciali.

Presente anche il Tg di Videolina , per parlare di questo caratteristico e antico utensile, dalle meravigliose potenzialità eppure così antico.

Come ho fatto a non conoscere prima questo prezioso Pratt’e Cassa? …? Ora ovviamente me lo voglio comprare, farò spazio in credenza, nella mia piccola cucina perché davvero merita un posto d’onore.

biscotti Food&wine frolla Robadanatti senza glutine

Biscotti di Frolla glutenfree con Scaglie di cacao nibs

I biscotti più leggeri di sempre..

e anche comodi e facili, cometutte le ricette che seguo, che scrivo e che mi piace fare. Altrimenti preferisco acquistare direttamente pronto,quindi: o sono cose genuine e concrete, nonchè semplici ,senza artifici o tempi lunghi, o non mi ci metto neanche, compro in un buon negozio e via.

Qui gli ingredienti sono pochi e di ottima qualità perciò il risultato è stato per.fet.to.

Ingredienti per ottenere 40 biscottini circa:

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Una colazione senza lattosio fatta in casa : torta cioccolato fondente e arance, pancakes, con latte e burro ad alta digeribilità.

Ci sono mattine lente, weekend rilassanti e ponti tra le festività, come queste giornate di fine aprile, che meritano una colazione ricca, da gustare e preparare con gioia, e regalano un po’ più di tempo a disposizione, all’aperto anche, visto che le temperature ora sono tiepide. E allora per festeggiare una bella collaborazione con la linea Ad di Latte Arborea, insieme alla mia amica Cristiana Grassi del blog www.orataspensierata.com (che ha gia pubblicato le sue ricette senza lattosio) , ho pensato ad una colazione tutta ad alta digeribilità :

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Vellutata di zucchine e avocado

Molto leggera, avvolgente e nutriente ma in un modo tutto vegetale, perché i grassi e le proteine vengono dall’ avocado ( alimento ricco in omega 3 ) e poi ci sono le scaglie di mandorle, e i carboidrati delle zucchine a cui si deve la delicata bontà.

Ingredienti :

2 zucchine medio grandi

1 avocado

1 bicchiere d’acqua

Uno spicchio di cipolla

Pizzico di sale qb

2 cucchiai di olio evo

Una manciata di mandorle in scaglie

Io l’ho fatta col Bimby, in pochi minuti, così :

Ho messo nel boccale lo spicchio di cipolla e i due cucchiai di olio extravergine, ho tritato la cipolla , 90 gradi per avviare un leggero soffritto, ma senza soffriggere davvero: quindi ho spento appena l’olio si scaldava. Ho aggiunto poi le zucchine a rondelle, le ho tritate, aggiunto tutta l’acqua e avviato la cottura a velocità 4 per qualche secondo, poi a velocità 7 per qualche altro secondo e poi lasciato cuocere per 15 minuti a velocità 1.

A questo punto ho aggiunto la polpa dell’avocado tagliata a cubetti e omogeneizzato il tutto a velocità 8, per qualche secondo e 9 per qualche altro secondo. Cotto ancora per 5 minuti circa, sempre a 90 gradi. Aggiunto il sale, e omogeneizzato ancora a velocità 8. Pronta.

Per finire , e per gustare ogni cucchiaiata con un po’ di croccantezza in contrasto, ho aggiunto le mandorle a scaglie. Buon appetito e buona leggerezza. 🙂

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Panini al latte (senza lattosio)

Soddisfatta e grata per questa nuova collaborazione con Arborea vi presento i paninetti più leggeri dell’anno:

Capita spesso che le signore partecipanti ai miei laboratori mi chiedano, per i propri bimbi con intolleranza al lattosio, se ci siano soluzioni alternative all’uso del solito latte per le ricette dei pani che lo prevedano e si, esistono eccome, e di qualità.

Grazie alla collaborazione con Arborea, la casa produttrice del latte più famoso di tutta l’isola sarda, da sempre impegnata nella qualità dei propri prodotti e nel rispetto per il territorio, e il blog della mia amica Cristiana Grassi www.orataspensierata.it,[ membro Aifb come me] , abbiamo provato ad utilizzare i prodotti della linea Ad, di latte 100% sardo, pensata proprio per chi non può digerire il lattosio. Abbiamo inserito questi ingredienti ad alta digeribilità, in ricette che siamo abituati a conoscere bene. Sono sempre più numerose le persone che soffrono di intolleranza al lattosio, e utilizzare un latte ad alta digeribilità é un grande aiuto. Il risultato qui è stato perfetto, il latte e il burro Ad hanno conferito all’impasto una sofficità e fragranza ottime e i panini perfetti dall’impasto all’ assaggio.

La ricetta é molto semplice, ecco gli ingredienti per una teglia da forno standard (14/15 paninetti da 40 grammi più o meno)

250 gr di Farina zero

170 gr di Latte Ad

20 gr di Burro Ad

80 gr di Lievito madre (rinfrescato da 5 ore)

20 gr di Zucchero di canna

3 gr di sale

10 gr di amido di mais

Un tuorlo per spennellatura finale.

Iniziamo sciogliendo il lievito madre nel latte a temperatura ambiente, aiutandoci con una forchetta o una frusta a mano. Aggiungiamo anche lo zucchero, (meglio se ridotto in polvere con un tritatutto).Dopo qualche minuto aggiungiamo la farina, setacciandola per evitare la formazione di piccoli grumi e impastiamo dapprima con un cucchiaio e poi a mano. Lasciamo riposare l’impasto in ciotola appena lo sentiamo omogeneo ed elastico. _Coprire ora la ciotola con un telo _

Intanto facciamo ammorbidire il burro, meglio metterlo in un contenitore a bagnomaria, e lo inseriamo nell’impasto dopo un riposo di mezz’ora. Il burro deve essere inserito poco a poco, appena una piccola quantità é completamente incorporata, procedere con un’altra quantità. Fino a completo assorbimento.

Lasciamo riposare l’impasto per una mezz’ora e poi procediamo con un giro o due di Pieghe. Prendiamo un tarocco o anche un coltello di ceramica e tagliamo dei pezzetti d’impasto che andremo ad arrotondare come palline. Ogni pallina deve essere pirlata per bene e poi appoggiata sulla carta forno per la lievitazione. Dopo 6 ore circa, o comunque al loro raddoppio di volume, trattandosi di lievitazione naturale, accendiamo il forno a 190 gradi, li spennelliamo delicatamente in superficie, con un emulsione ottenuta con un tuorlo e un cucchiaio abbondante di latte Ad.

Cuociamo in forno caldo a 190 gradi , statico, per 20 minuti circa.

Eccoli appena sfornati, ancora caldi e profumati. Perfetti per buffet per le feste, merende dei piccoli e dei grandi, aperitivi e pic nic di primavera.