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Ozieri, cibo vino ed eleganza antica.

Passeggiare per le vie di Ozieri e viverla per qualche giorno da ospiti é stato un dono, quel centro storico elegante ed esteso, la sua storia

e il cibo della tradizione conquistano.

È una città ricca, colta, e sorprende perché ha uno stile inaspettato per l’isola , frutto di secoli di storia, millenni anzi, che l’hanno forgiata e riempita d’arte, cultura e saperi, e la serena consapevolezza di essere nel cuore di un luogo prezioso: il logudoro. È la città delle altane

(le logge che sovrastano i suoi antichi palazzi)

e dei sospiri, quei dolcetti avvolti da cartine festose

che finché non li assaggi un po’ tutti non li sai definire.

Ma anche dell’Alvarega,

Antico vitigno locale,

del pane fine,

delle panedde

e della greviera,

formaggi vaccini che vi conquisteranno.

E delle raffinate e irresistibili copulettas

E dei “macarrones de ungia..

Stasera, 01 dicembre 2018, la sua notte bianca

chiamata “Su trinta e Sant’andria”, per festeggiare il vino nuovo offerto generosamente a tutti i visitatori vi inebrierà a tal punto che sarete costretti a tornarci ancora. Cosa sarà? Musica dal vivo, vino e cibo e allegria nelle cantine delle vie del centro… In dono generoso.

L’unica spesa sarà l’acquisto di un calice in vetro perché possiate riempirlo come vi piace.

Niente bicchieri di plastica. Il vino è una cosa seria qui.

Ah, anche le sue porte e portoni, non scherzano.

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Pane a fittas di Ozieri

Non è una pasta ma é “Pane a fittas” con scampi freschi zafferano e scaglie di bottarga. Ristorante La Torre @salva_polo. Il pane sardo di cui parlavo nel post precedente? Il pane fine di Ozieri.

Il pane, alimento sacro e fondamentale in tavola, che se si prepara bene non si butta via mai, neanche un pezzetto, e anzi gli si concede una seconda vita. “” anticamente preparato in casa, con l’uso del lievitomadre, nel proprio fornoalegna, conservato a lungo nella madia, appena si seccava un po’ veniva poi preparato come una pasta.. Quindi tagliato a pezzetti, messo un po’ a bollire e condito come dei maltagliati, dei ravioli, ecco. E fatto così si chiama Pane a fittas, ecco qua un esempio, delicatamente saporitissimo.
Qui siamo al #ristorante La Torre di @salva_polo

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Pagnotta di farro e frumento per il #worldbreadday

L’appuntamento annuale con la giornata mondiale del pane, ovvero il #worldbreadday

ideato anni fa da Zorra e tuttora seguitissima sul web, va festeggiata con un pane fatto in casa, almeno. Ed ecco il mio di oggi, un pagnottone di farina di farro e integrale di grano tenero che profuma magnificamente già in forno.

Ingredienti :

180 grammi di farina di farro

140 grammi di farina integrale di grano tenero

40 grammi di farina zero

190 grammi d’acqua

60 grammi di lievitomadre

1 cucchiaino di miele d’arancio

7 grammi di sale

Ho prima di tutto sciolto il lievito madre nell’acqua e miele, lasciato così per 15minuti e unite le due farine, impastato a mano per qualche minuto e lasciato a riposo mezz’ora.

Incorporato il sale e impastato a mano fino a sentirlo perfettamente liscio.

Dopo un riposo in ciotola di 40 minuti ho praticato due pieghe in spianatoia e messo a lievitare in un cestino, avvolto in un panno infarinato.

Dopo 5 ore era pronto per la cottura, ho acceso il forno a 250 gradi e infornato. Abbassato la temperatura a 220 dopo 10 minuti e a 180 dopo altri 15 minuti.

Poi l’abbiamo affettato,

passato nell’uovo sbattuto, spolverato di curcuma, fritto e mangiato 😜