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Classico Berardenga , un vino e uno stile di vita.

Classico Berardenga , vi racconto un vino fatto di eleganza, storia e stile di vita, di origine controllata, raffinata e molto garantita .

Due giorni di intenso tour che abbiamo già raccontato ” a caldo” attraverso le immagini, le dirette, lo storytelling sulle nostre pagine social, inebriati dai profumi e colori del Chianti , e ora riassumere nero su bianco sul blog è quasi riduttivo, tanto è stato intenso , è un po’ come farne un sugo ristretto, una ” riduzione” direbbero gli chef, per conservarne aromi ed essenze in concentrato.

Una squadra variegata noi, tutti blogger Aifb (Associazione Italiana Food Blogger) arrivati da ogni angolo d’Italia, abbiamo appena avuto il piacere di partecipare ad un tour attraverso “le ali di farfalla” di questo territorio senese, il più a sud di tutto il Chiantishire come lo chiamano gli anglosassoni che negli ultimi 20 anni hanno acquistato e amato le sue terre da acquerello.

Una zona sempre contesa tra Firenze e Siena, teatro di famose battaglie e leggendari aneddoti, adorna di borghi medievali e castelli merlati. Il suo nome deriva proprio dalla Contea dei Berardenghi, luogo strategico di confine.

Le colline sono perfettamente pettinate, spennellate da sfumature di verde in estate e poi di giallo e rosso in autunno, a seconda dei vitigni, perchè è anche dal loro colore che tutti qua ti sanno dire che tipo di uve crescono in quei panorami. E sono gli uvaggi diversi che, sapientemente miscelati diventano le etichette del Classico Berardenga,

a seconda dei terreni e delle cantine abbiamo, accanto al protagonista indiscusso che è il Sangiovese di qualità superiore, ( presente in percentuali che possono andare dall’80 all’100%) le altre uve a bacca rossa ammesse dal disciplinare , che sono: Canaiolo, Colorino, Cabernet Sauvignon e Merlot.

Un territorio tecnicamente vocato per vini di struttura , equilibrio ed eleganza, grazie alla ricchezza geologica e al suo microclima, e poi in realtà grazie al lavoro di uomini e donne che con passione la vivono, la amano e ne traggono i preziosi frutti, da generazioni. Non è solo lavoro, é vita dedicata.

Abbiamo degustato calici di vino, cibo e olio, ammirato colori, sentito profumi e ascoltato attentamente dalle parole dei produttori quanto impegno, audacia, lungimiranza e quanta ricerca ci sia dietro le loro bottiglie.

Classico Berardenga vuol dire 28 viticoltori , produttori di Chianti Classico dall’elegante logo col gallo nero, che si sono associati per un obiettivo comune , che è la tutela e la passione comune per questo territorio. Hanno un logo proprio ,le iniziali C e B di Classico Berardenga riunite in un acino d’uva minimalista, che mi ha conquistato subito. Complimenti anche a chi l’ha pensato.

E li conosciamo ancor meglio qui, al Museo del Paesaggio di Castelnuovo Berardenga,

costruito intorno alla storia e alla geografia millenaria, alla cura e il rispetto del valore di ciò che li rappresenta, che abbiamo visitato ci fa capire come la ricchezza di questo territorio corrisponda e si fonda con la sua storia, l’antropologia ,la natura e tutta la sua identità passata e presente. In foto vediamo Elena Gallo, imprenditrice e presidente dell’associazione sorridente ed entusiasta davanti ad alcune delle bottiglie di Chianti classico all’enoteca del museo del paesaggio…

Sono un’appassionata di cibo e di vino io, e più che mangiar tanto mi piace sempre sentire e pensare quanto impegno, e saperi , ci siano dietro ogni cosa buona, buona davvero..prodotta perchè venga fuori un capolavoro, non un semplice bene di consumo. Mi piace molto osservare le persone, e qui mi sono persa spesso nei loro sorrisi, ad osservare i loro occhi mentre ci parlavano del territorio, la gioia dei successi, i racconti di famiglia e le piccole leggende del posto. L’impegno per trasferirci le informazioni, riassumerle in un blog tour e renderci un quadro di cio’ che c’è dentro un bicchiere, coccolati a tavola come degli ospiti di famiglia abbiamo fatto il pieno di suggestioni. In 50 ore in tutto.

Ogni tappa merita un articolo a parte, un album fotografico dedicato, e arriverà presto.

Il blog è un diario personale, non ha palinsesto, né numeri in uscita, ha emozioni da raccontare, e quando sono così intense hanno bisogno di essere trasformate dal cuore al digitale, nella maniera più consona. Per fortuna le foto aiutano, ma per il resto del viaggio gustativo dovrete andare lì di persona.

Sono aziende spesso a conduzione familiare, situate in luoghi talmente belli che anche solo stappare adesso una bottiglia delle loro, in casa mia, è evocativo di ciò che abbiamo visitato.

Dovrebbe sempre essere così, nel mio modo ideale di viaggiare: visitare e respirare i luoghi dove nascono le bontà, e portarsi a casa il viaggio nello spirto e il cibo e il vino per prolungarne la magia.

Sono arrivata dalla Sardegna con un volo preso all’alba dalla mia isola , in una limpida e soleggiata campagna senese, la prima tappa é stata la Fattoria di Petroio,

siamo stati accolti a tavola da Pamela Lenzi, nella sala col grande camino affacciata sulle vigne,

le portate e i calici accompagnati dal loro calore dei racconti di una grande e bellissima famiglia, e scattato decine e decine di foto.

Abbiamo poi gironzolato emozionati attraverso i chiostri

e le cappelle della vibrante Certosa di Pontignano,

perla del senese ricca di affreschi e architettura di pregio, con un giardino all’italiana che é un vero gioiello

Appena prima del tramonto, abbiamo visitato e degustato i vini della agricola San Felice,

che ci ha ospitato per la notte nella sua romantica Foresteria

Il giorno dopo abbiamo conosciuto Santino Corbeddu, cognome e temperamento sardo in accento senese..

e il suo piccolo caseificio, dove lui, praticamente da solo alleva le 500 pecore di razza sarda

e cura personalmente la sua produzione di pecorino,

in quattro stagionature diverse, con passione e duro lavoro da quando era un ragazzo. Il suo formaggio è molto apprezzato e conteso da chef e ristoranti. Persino tra gli aperitivi con cui ci accolgono a Villa di Geggiano,

altra tappa da sogno, troviamo il pecorino sardo di Corbeddu,

sistemato su una elegante consolle del 1700. Qui, sempre a calici pieni, ammiriamo la sontuosa residenza del 1500, edificio meta ospitale di personalità importanti e museo reale, perché conservato benissimo in ogni dettaglio,( dalle tende ricche di merletti antichi, alle carte da parati francesi dipinte a mano, solo per fare alcuni piccoli esempi)

nonché cantina di Chianti Classico di ottima qualità, protagonista di eventi enogastronomici e culturali d’eccezione, col suo teatro antico, l’orto botanico, la guest house per gli ospiti e la peschiera. Bernardo Bertolucci girò qui molte scene del celebre film “Io ballo da sola, per farvi un’idea.

La tappa successiva é Felsina,

una cantina che é anche un antico borgo da sogno

, degustiamo vini e olii prodotti qui e assaporiamo tutta la loro storia, in una giornata piena di sole, entusiasti. Chiudiamo la serata al Borgo Scopeto Relais che ci accoglie per la cena e la notte nei suoi antichi edifici

ristrutturati di recente, e di un’eleganza sopraffina. BorgoScopeto è cantina, di Chianti Classico che ca va sans dire, assaggiamo in tutte le sue varianti.

Le ultime tappe prima di partire da questo intenso e succoso blog tour sono la macelleria tipica Rapaccini a Ponte a Bozzone,

tappa di una generosa degustazione di insaccati e salumi di produzione propria , sapientemente raccontati e presentati

e infine il pranzo al ristorante stellato La bottega del 30

.. Un ristorante stellato che sembra una baita delle fate, una cucina senese da tocco francese, in un borgo antico, vigneti intorno e atmosfera romantica, a Villa a Sesta.

Subito dopo, il treno verso l’aeroporto mi ha riportato verso casa, con un gruppo sanguigno di tipo CB credo, date le molecole ancora in circolo. E con un bagaglio di gusti scatti e suggestioni che mi fa venir voglia di pianificare presto un weekend proprio lì, tanto saprei benissimo dove andare a mangiare e dormire adesso.

Ringrazio per l’ospitalità e vi invito a dare un’occhiata a queste meraviglie, che sono state le nostre tappe:

https://www.fattoriapetroio.com/

https://www.lacertosadipontignano.com/it/index.php

http://www.agricolasanfelice.it/

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https://www.felsina.it/

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http://www.borgoscopetorelais.it/?gclid=Cj0KCQiAj4biBRC-ARIsAA4WaFgczcfZ1_Aa2NBzVTZv-mksD2aUARw_US9u3v_bad1sXg6hp7wx-JYaAlLeEALw_wcB

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