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Centauri tra la laguna e il tramonto

Dalla foto qui sembra la Camargue , su una pagina di un numero di Dove, ma è Sardegna, precisamente Sulcis, territorio di San Giovanni Suergiu: un paese nel sud ovest dell’isola. Un percorso, che più che una passeggiata è una bolla sensoriale a trecentosessantaMILAgradi. Inizia subito, mi emoziono da appena mi portano la cavalla dagli occhi dolci, monto sulla sella nonostante la mia sciatalgia da commercialista in vita sedentaria, ed è già tutto bellissimo, un sabato pomeriggio di sole, ero in studio fino a due ore fa, e adesso sono qui sul suo manto tiepido , e lei stretta tra le mie ginocchia zampetta morbida verso il mare, sembra ti legga nel pensiero, come dice giustamente Candido, che la sa lunga.

La accarezzi perché è lì con te, e sarà il tuo mezzo di trasporto animato per le prossime due orette, e ti sembra così bello, sempre abituata all’auto, all’abitacolo chiuso , al microcosmo pieno di manopole e pulsanti da pigiare .Non cambi marcia, basta un lieve contatto , una piccola pressione di un tuo ginocchio, le mani, o i tuoi piedi perchè lei ( Vanitosa , questo il suo nome) capisca che è il caso di fermarsi, di cambiare direzione, di andare al trotto o di smetterla di rimpinzarsi di erba e fiori, e procedere. E non accendi lo stereo: ci sono intorno gli uccellini che fanno la loro musica, e il vento tra i capelli che ha un bel ritmo soffuso. Attraversiamo campi di orzo pettinati dal vento, praterie di un verde intenso puntinato di lilla quando ci sono gli iris selvatici, di bianco dove crescono le margherite, di giallo arancio perché è il turno delle calendule … poi ci sono orchidee selvatiche e microfiorellini colorati di tutti i tipi, e asparagi, rovi di more in piena crescita… Quando ci avviciniamo alla laguna, entriamo in una distesa infinita di giunchi e, nei bordi dei sentieri sono allineati milioni di fiori di aglio selvatico, l’aria si fa più salina e la respiri a pieni polmoni, perchè senti che ti piace, ti piace tutto… quando poi ci troviamo sullo specchio d’acqua della laguna dove si riflettono le nostre ombre da centauri, diventa tutto ancora più magico, siamo praticamente sul mare, sulla costa occidentale dell’isola sarda e di fronte alle altre due isole piccole: Sant’antioco e San Pietro e il vento soffia forte e fresco.

Potrei piangere di gioia, mi gusto ogni istante, filmo qualche minuto con il cellulare e poi ricaccio dentro lacrimuccia e il telefono perché potrebbero finire entrambi nell’acqua ecco…

Candido capeggia sulla sua cavalla, con la sua postura sicura e serena da vero cowboy, ci fa da cicerone, ci racconta della sua vita dedicata ai cavalli, del suo maneggio che gestisce con il figlio Manolo, e dei loro 21 cavalli in una scuderia che porta avanti da più di 40 anni , e son tutti sani e forti, tenuti allo stato brado e nutriti in modo totalmente naturale, a millimetro zero. E sorride, sorride tanto, mentre sprizza entusiasmo e gioia di vivere ad ogni sillaba. Lui è nato col pallino dei cavalli, gli parla, li sfiora e loro si siedono, si fermano, trottano o si inchinano come se fossero telecomandati, è un domatore di cavalli lui, ci spiega fiero, che già a sentire questa parola, io viaggio , e penso a tutti i cavalli delle Sartiglie che ho visto, ai Lipizzani di Vienna e a quelli della zucca trasformata in carrozza del film di Cenerentola, perchè sono un’inguaribile romantica io e la definizione domatoredicavalli mi fa viaggiare così.

Candido intanto parla con noi, ci conduce al guado dei piccoli ruscelli lungo il percorso e saluta il pastore del gregge là vicino, alla sarda maniera..

Ci mostra le faraone libere a razzolare nei campi, parla al cellulare, ci dice quanto tiene al bello della Sardegna e a quanta passione mette in quello che “semina” come sottolinea lui .

Ci invita ad unirci al gruppo di francesi che faranno con lui il tour delle tre isole, con un percorso meraviglioso che arriva fino alle dune di sabbia, al mare e attraversa i siti archeologici della zona, e mi promette che mi farà un corso accelerato da cavallerizza provetta così mi unisco eccome al gruppo di francesi. Senza i dolori da sella che ho oggi .

Se volete verificare se ho raccontato bene questo posto andateci, e riferitemi. Maneggio Sulcis http://www.trekkingsardinia.it/

mysardinia paesi Robadanatti Sardegna SardegNAT Travel

Paesitudine is a state of mind.

La paesitudine é uno stato mentale, un sentimento e una poesia insieme.

Se non hai mai vissuto in un paese , forse neanche immagini cosa possa essere..un paese piccolo intendo, non certo un paese che fa di tutto per riempirsi di modernità importate a forza, che sovente, rinnega e spreca la propria poesia.

Non si riesce a spiegare a parole, si può solo sentire, e poi ricordare, e infine , sentirne la mancanza.

Si, sentire la mancanza di quei profumi di caminetto, di legna comprata ad agosto e accatastata in cortile per l’inverno, di semola da impastare, di zucchine fritte che esce dalle case e di  rugiada al mattino, perché sui muri di pietra la rugiada ha un profumo bellissimo. Ah, anche  la pioggia ha un altro profumo in paese.

E di suoni di zoccoli di cavalli  che riecheggiano per strada, di campane e di conversazioni in dialetto.

Abitare in un piccolo paese, uno di quelli che abbiamo noi qua nell’isola, e sentirsene parte é alla base della più genuina e salutare forma di comunità attiva e rassicurante .

Dovrebbe essere una materia di studio esperienziale da insegnare, da condividere a scuola, perché è parte integrante della nostra storia evolutiva, della nostra cultura di popolo. Dovrebbe essere buona abitudine trascorrerci almeno un mese all’anno. Una terapia efficace contro la diaspora dei valori identitari e della semplicità dell’essere.

Il fattore tempo e il fattore spazio, hanno connotazioni diverse. Il concetto di stress, di non-trovo-parcheggio, non pervenuti.

Il cibo ha dei gusti inimitabili.

E gli occhi della gente tutti da fotografare.

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Social eating day 2017 a Nughedu S.Vittoria 

Un mese fa a Nughedu Santa Vittoria :

 Una cena nel borgo,  frutto di un impegno serio, che salvaguarda prima di tutto il paese, la gente e il territorio tutto e offre questo ai pochi commensali che ne vogliono cogliere l’essenza. Un giusto e pioneristico mix di modernità, web managing e la genuina lentezza della paesitudine, una serata magica,  sotto il cielo stellato dell’estate 2017.

La Nat mysardinia SardegNAT

Pastora per un attimo

Shhh…Shooting sheeps..!

Fotosequenza rivelatrice della mansueta obbedienza e buona fede di gregge:

Intravvedo un gregge che fa un sonnellino all’ombra in un torrido pomeriggio sardo.

Accosto. 

Parcheggio.

Afferro la reflex, scendo dall’auto e inizio a scattare[foto1]. Probabilmente il click ne desta una , o il maremmano che le guida…si alzano due o tre di loro. Poi quattro o cinque. Poi tutte corrono verso di me , come se la mia figura, il mio vestito celeste o il click della macchina fotografica le avesse richiamate. Per un secondo mi sono sentita Pastora, e il secondo dopo ho realizzato quanto avanzassero veloci [foto 6]

Corro verso l’auto, prendo una storta perché ho i tacchi,( che razza di pastora oh), salgo in macchina e metto in moto.

Mi fermo poco più avanti e le osservo tornare indietro lemmelemme e sconsolate verso l’ombra della loro siesta. Mi sono sentita pure in colpa, l’idea di trovarmi il gregge da gestire e il loro pastore probabilmente inquieto per l’accaduto mi hanno costretto alla fuga. Però che bellissime loro 💙…

artigianato click Food&wine i-Dee mysardinia SardegNAT

#quandoeropiccolafacevocolazionecosī

ashtag #quandoeropiccolafacevocolazionecosì 

Certo, allora bevevo il caffellatte e me ne fregavo di quante uova o zuccheri ci fossero in quei soffici Biscotti savoiardi di Fonni. Ma a volte é bello gustare ancora  nostalgici. Anzi se ogni tanto al bar, accanto a quell’infinità di cornetti prelievitati dalle accattivanti fantavarietà -integrale, vuoto,crema,ciocco, vegano, fantamiele, fruttidifantabosco etc..- ci fossero dei bei biscotti tradizionali e semplici da pucciare nel mio caffè d’orzo io sarei ben felice, cari baristi dell’isolaaaaah.

Ecco questa riflessione, in stand by da anni, ora l’ho messa nero su bianco sul blog, chissà che non serva a qualcosa😉

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Trenino verde della Sardegna

Avete mai fatto un giretto sul Trenino verde 🚂🚃🚃 della Sardegna? 600 km di linee a scartamento ridotto che attraversano tutte le aree geografiche dell’isola, é chiamato appunto “verde”🚃 

perché con le sue carrozze vintage attraversa zone verdeggianti e inaspettate di un’isola famosa più per il blu delle sue coste, tutto un verde da scoprire . E le vecchie stazioni ristrutturate che si incontrano lungo il percorso sono incantevoli. Qui uno scatto dedicato a quella di Seui. E alle sue ortensie giganti.

 Si può decidere di viaggiare sulle linee turistiche o prenotare il trenino privatamente 

per un evento culturale, una gita scolastica o un viaggetto programmato. O ancora c’é la possibilità di aderire ai “last minute” effettuati per ragioni di servizio, che offrono biglietti a prezzi estremamente ridotti.
Tutte le info su www.treninoverde.com

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Mirto homemade

Finalmente imbottigliato. Edizione tardiva 2016. Quantità di nicchia quest’anno : due bottiglie. Per pochi eletti😂
Qua in Sardegna il liquore di mirto è un classico. Si è sempre fatto in casa vista l’abbondanza di bacche che regala la nostra macchia mediterranea . Si raccoglie a dicembre nel momento di massima maturazione e si mette a macerare per qualche mese nell’alcol..

Food&wine gnam handmade Lievito Madre SardegNAT Senza categoria

Focaccine alla ricotta

Eccole ! a grande richiesta le ho rifatte e persino pubblicato la ricetta .. così le prossime volte che mi chiedono di rifarle la troverò sul mio blog invece che andare a scartabellare la mia agenda infarinata e ingolfata da decine di pezzetti di carta scarabocchiati , appunti su angoli di tovaglioli di carta e post it appiccicosi che spuntano tra le pagine. Dovrei dedicare un post a quella mia agenda .. così preziosa ma così … gipsy per così dire…