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Robadanatti

Vellutata di zucchine e avocado

Molto leggera, avvolgente e nutriente ma in un modo tutto vegetale, perché i grassi e le proteine vengono dall’ avocado ( alimento ricco in omega 3 ) e le scaglie di mandorle e la fibra e i carboidrati dalle zucchine a cui si deve la delicatezza e bontà.

Ingredienti :

2 zucchine medio grandi

1 avocado

1 bicchiere d’acqua

Uno spicchio di cipolla

Pizzico di sale qb

2 cucchiai di olio evo

Una manciata di mandorle in scaglie

Io l’ho fatta col Bimby, in pochi minuti, così :

Ho messo nel boccale lo spicchio di cipolla e i due cucchiai di olio extravergine, ho tritato la cipolla , 90 gradi per avviare un leggero soffritto, ma senza soffriggere davvero: quindi ho spento appena l’olio si scaldava. Ho aggiunto poi le zucchine a rondelle, le ho tritate, aggiunto tutta l’acqua e avviato la cottura a velocità 4 per qualche secondo, poi a velocità 7 per qualche altro secondo e poi lasciato cuocere per 15 minuti a velocità 1.

A questo punto ho aggiunto la polpa dell’avocado tagliata a cubetti e omogeneizzato il tutto a velocità 8, per qualche secondo e 9 per qualche altro secondo. Cotto ancora per 5 minuti circa, sempre a 90 gradi. Aggiunto il sale, e omogeneizzato ancora a velocità 8. Pronta.

Per finire , e per gustare ogni cucchiaiata con un po’ di croccantezza in contrasto, ho aggiunto le mandorle a scaglie. Buon appetito e buona leggerezza. 🙂

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Panini al latte (senza lattosio)

Soddisfatta e grata per questa nuova collaborazione con Arborea vi presento i paninetti più leggeri dell’anno:

Capita spesso che le signore partecipanti ai miei laboratori mi chiedano, per i propri bimbi con intolleranza al lattosio, se ci siano soluzioni alternative all’uso del solito latte per le ricette dei pani che lo prevedano e si, esistono eccome, e di qualità.

Grazie alla collaborazione con Arborea, la casa produttrice del latte più famoso di tutta l’isola sarda, da sempre impegnata nella qualità dei propri prodotti e nel rispetto per il territorio, e il blog della mia amica Cristiana Grassi www.orataspensierata.it,[ membro Aifb come me] , abbiamo provato ad utilizzare i prodotti della linea Ad, di latte 100% sardo, pensata proprio per chi non può digerire il lattosio. Abbiamo inserito questi ingredienti ad alta digeribilità, in ricette che siamo abituati a conoscere bene. Sono sempre più numerose le persone che soffrono di intolleranza al lattosio, e utilizzare un latte ad alta digeribilità é un grande aiuto. Il risultato qui è stato perfetto, il latte e il burro Ad hanno conferito all’impasto una sofficità e fragranza ottime e i panini perfetti dall’impasto all’ assaggio.

La ricetta é molto semplice, ecco gli ingredienti per una teglia da forno standard (14/15 paninetti da 40 grammi più o meno)

250 gr di Farina zero

170 gr di Latte Ad

20 gr di Burro Ad

80 gr di Lievito madre (rinfrescato da 5 ore)

20 gr di Zucchero di canna

3 gr di sale

10 gr di amido di mais

Un tuorlo per spennellatura finale.

Iniziamo sciogliendo il lievito madre nel latte a temperatura ambiente, aiutandoci con una forchetta o una frusta a mano. Aggiungiamo anche lo zucchero, (meglio se ridotto in polvere con un tritatutto).Dopo qualche minuto aggiungiamo la farina, setacciandola per evitare la formazione di piccoli grumi e impastiamo dapprima con un cucchiaio e poi a mano. Lasciamo riposare l’impasto in ciotola appena lo sentiamo omogeneo ed elastico. _Coprire ora la ciotola con un telo _

Intanto facciamo ammorbidire il burro, meglio metterlo in un contenitore a bagnomaria, e lo inseriamo nell’impasto dopo un riposo di mezz’ora. Il burro deve essere inserito poco a poco, appena una piccola quantità é completamente incorporata, procedere con un’altra quantità. Fino a completo assorbimento.

Lasciamo riposare l’impasto per una mezz’ora e poi procediamo con un giro o due di Pieghe. Prendiamo un tarocco o anche un coltello di ceramica e tagliamo dei pezzetti d’impasto che andremo ad arrotondare come palline. Ogni pallina deve essere pirlata per bene e poi appoggiata sulla carta forno per la lievitazione. Dopo 6 ore circa, o comunque al loro raddoppio di volume, trattandosi di lievitazione naturale, accendiamo il forno a 190 gradi, li spennelliamo delicatamente in superficie, con un emulsione ottenuta con un tuorlo e un cucchiaio abbondante di latte Ad.

Cuociamo in forno caldo a 190 gradi , statico, per 20 minuti circa.

Eccoli appena sfornati, ancora caldi e profumati. Perfetti per buffet per le feste, merende dei piccoli e dei grandi, aperitivi e pic nic di primavera.

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Centauri tra la laguna e il tramonto

Dalla foto qui sembra la Camargue , su una pagina di un numero di Dove, ma è Sardegna, precisamente Sulcis, territorio di San Giovanni Suergiu: un paese nel sud ovest dell’isola. Un percorso, che più che una passeggiata è una bolla sensoriale a trecentosessantaMILAgradi. Inizia subito, mi emoziono da appena mi portano la cavalla dagli occhi dolci, monto sulla sella nonostante la mia sciatalgia da commercialista in vita sedentaria, ed è già tutto bellissimo, un sabato pomeriggio di sole, ero in studio fino a due ore fa, e adesso sono qui sul suo manto tiepido , e lei stretta tra le mie ginocchia zampetta morbida verso il mare, sembra ti legga nel pensiero, come dice giustamente Candido, che la sa lunga.

La accarezzi perché è lì con te, e sarà il tuo mezzo di trasporto animato per le prossime due orette, e ti sembra così bello, sempre abituata all’auto, all’abitacolo chiuso , al microcosmo pieno di manopole e pulsanti da pigiare .Non cambi marcia, basta un lieve contatto , una piccola pressione di un tuo ginocchio, le mani, o i tuoi piedi perchè lei ( Vanitosa , questo il suo nome) capisca che è il caso di fermarsi, di cambiare direzione, di andare al trotto o di smetterla di rimpinzarsi di erba e fiori, e procedere. E non accendi lo stereo: ci sono intorno gli uccellini che fanno la loro musica, e il vento tra i capelli che ha un bel ritmo soffuso. Attraversiamo campi di orzo pettinati dal vento, praterie di un verde intenso puntinato di lilla quando ci sono gli iris selvatici, di bianco dove crescono le margherite, di giallo arancio perché è il turno delle calendule … poi ci sono orchidee selvatiche e microfiorellini colorati di tutti i tipi, e asparagi, rovi di more in piena crescita… Quando ci avviciniamo alla laguna, entriamo in una distesa infinita di giunchi e, nei bordi dei sentieri sono allineati milioni di fiori di aglio selvatico, l’aria si fa più salina e la respiri a pieni polmoni, perchè senti che ti piace, ti piace tutto… quando poi ci troviamo sullo specchio d’acqua della laguna dove si riflettono le nostre ombre da centauri, diventa tutto ancora più magico, siamo praticamente sul mare, sulla costa occidentale dell’isola sarda e di fronte alle altre due isole piccole: Sant’antioco e San Pietro e il vento soffia forte e fresco.

Potrei piangere di gioia, mi gusto ogni istante, filmo qualche minuto con il cellulare e poi ricaccio dentro lacrimuccia e il telefono perché potrebbero finire entrambi nell’acqua ecco…

Candido capeggia sulla sua cavalla, con la sua postura sicura e serena da vero cowboy, ci fa da cicerone, ci racconta della sua vita dedicata ai cavalli, del suo maneggio che gestisce con il figlio Manolo, e dei loro 21 cavalli in una scuderia che porta avanti da più di 40 anni , e son tutti sani e forti, tenuti allo stato brado e nutriti in modo totalmente naturale, a millimetro zero. E sorride, sorride tanto, mentre sprizza entusiasmo e gioia di vivere ad ogni sillaba. Lui è nato col pallino dei cavalli, gli parla, li sfiora e loro si siedono, si fermano, trottano o si inchinano come se fossero telecomandati, è un domatore di cavalli lui, ci spiega fiero, che già a sentire questa parola, io viaggio , e penso a tutti i cavalli delle Sartiglie che ho visto, ai Lipizzani di Vienna e a quelli della zucca trasformata in carrozza del film di Cenerentola, perchè sono un’inguaribile romantica io e la definizione domatoredicavalli mi fa viaggiare così.

Candido intanto parla con noi, ci conduce al guado dei piccoli ruscelli lungo il percorso e saluta il pastore del gregge là vicino, alla sarda maniera..

Ci mostra le faraone libere a razzolare nei campi, parla al cellulare, ci dice quanto tiene al bello della Sardegna e a quanta passione mette in quello che “semina” come sottolinea lui .

Ci invita ad unirci al gruppo di francesi che faranno con lui il tour delle tre isole, con un percorso meraviglioso che arriva fino alle dune di sabbia, al mare e attraversa i siti archeologici della zona, e mi promette che mi farà un corso accelerato da cavallerizza provetta così mi unisco eccome al gruppo di francesi. Senza i dolori da sella che ho oggi .

Se volete verificare se ho raccontato bene questo posto andateci, e riferitemi. Maneggio Sulcis http://www.trekkingsardinia.it/

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Zuppiera Zucchina (o zucchina zuppiera)

A volte l’unico modo per far mangiare le verdure ai bimbi, e non solo.. È inventare giochi e scemenze. .
Fatto.
La filastrocca di Zucchina zuppiera é perfetta 🤣 (farcita con polpa di zucchina, patate, pecorino fresco e pane carasau)
Eccola:
📖📖📖📖📖📖📖
C’era una volta una tonda zucchina,
Che è rotolata per sbaglio in cantina
Chi la cercava e chi la voleva
Ma quella per terra: soletta, nessuno sentiva.
La Nonna distratta, passando la scopa, la afferra, la guarda e la appoggia in credenza
Si mette il grembiule e con grande pazienza
prepara, rimesta, e condisce in cucina
Lei, senza occhiali, aveva pensato
che fosse zuppiera, non certo zucchina.
Apparecchia la tavola, carina e assai fiera,
Richiama noi tutti per sederci a mangiare
E con grande sorpresa, ci fa degustare:
Regina del piatto-fumante-e dal cuore farcito:
Zucchina Zuppiera!!nonnina sei un mito 😀 .

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Crostata rovesciata di kumquat

I mandarini cinesi o kumquat sono belli, piccini, ricchi di profumi e olii essenziali fanno venire voglia di sperimentarli e assaggiarli in mille modi, oltre che nudi e crudi, con la loro bella buccetta,e il loro gusto e calibro da caramella! ❤

Io li ho dedicati alla nostra crostata rovesciata che é piaciuta tantissimo .

É tutto molto semplice e genuino , come tutte le mie preparazioni del resto. Sempre di fretta e alla ricerca di gusto e ingredienti bio e senza pentimenti, quindi con leggerezza e nutrimento.

Ingredienti per la frolla [per una tortiera da 26 cm]:

150 gr di farina tipo1(io ho usato un grano antico Gentilrosso)

30 kumquat (da affettare e utilizzare solo le fette regolari, mettendo da parte le estremità)

20 gr olio evo (ho usato in questo caso un olio nuovo, bio, appena franto)

50 gr di burro

50 grammi di zucchero integr.di canna

30 gr di zucchero a velo bianco

1 uovo intero

Un pizzico di sale

Buccia grattugiata di kumquat qb

Lievito per dolci (La punta di un cucchiaino )

Impastare per bene la frolla e metterla 20 minuti in frigo avvolta in un panno.

Procedere a caramellare in una padella antiaderente i mandarini cinesi che avremo già tagliato a rondelle, e mettendo da parte le due estremità del frutto che non vanno messe nella torta per ragioni estetiche ( ce le mangiamo durante la preparazione, mica si buttano 😃)

Li caramelliamo lievemente sistemandoli nel fondo di una padella con un bicchiere d’acqua e 4 /5 cucchiai di zucchero di canna. A fuoco basso per 5 minuti e sono pronti . Tiriamo fuori dal frigo la pasta frolla, la stendiamo col mattarello fino al diametro giusto per la nostra tortiera. I mandarini cinesi caramellati li sistemiamo delicatamente uno accanto all’altro nel fondo della tortiera rivestita di carta forno,( ho foderato solo il fondo della tortiera ritaglia do un disco di carta forno) lasciando gocciolare sopra il caramello ottenuto e sopra sistemiamo la pasta frolla, bella aderente ai bordi oleati della tortiera. Comprimiamo un po’ la frolla facendo una lieve pressione sul fondo di mandarini.

Inforniamo in forno caldo a 180 gradi per 20/25 minuti e la ribaltiamo su una griglia per dolci. Rimuoviamo con delicatezza il disco di carta forno mentre é ancora bollente. Pronta profumatissima e scenografica. Attenti ai golosi in giro per casa.

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Crostata rovesciata di kumquat

I mandarini cinesi o kumquat sono belli, piccini, ricchi di profumi e olii essenziali fanno venire voglia di sperimentarli e assaggiarli in mille modi, oltre che nudi e crudi, con la loro bella buccetta,e il loro gusto e calibro da caramella! ❤

Io li ho dedicati alla nostra crostata rovesciata che é piaciuta tantissimo .

É tutto molto semplice e genuino , come tutte le mie preparazioni del resto. Sempre di fretta e alla ricerca di gusto e ingredienti bio e senza pentimenti, quindi con leggerezza e nutrimento.

Ingredienti per la frolla [per una tortiera da 26 cm]:

150 gr di farina tipo1(io ho usato un grano antico Gentilrosso)

30 kumquat (da affettare e utilizzare solo le fette regolari, mettendo da parte le estremità)

20 gr olio evo (ho usato in questo caso un olio nuovo, bio, appena franto)

50 gr di burro

50 grammi di zucchero integr.di canna

30 gr di zucchero a velo bianco

1 uovo intero

Un pizzico di sale

Buccia grattugiata di kumquat qb

Lievito per dolci (La punta di un cucchiaino )

Impastare per bene la frolla e metterla 20 minuti in frigo avvolta in un panno.

Procedere a caramellare in una padella antiaderente i mandarini cinesi che avremo già tagliato a rondelle, e mettendo da parte le due estremità del frutto che non vanno messe nella torta per ragioni estetiche ( ce le mangiamo durante la preparazione, mica si buttano 😃)

Li caramelliamo lievemente sistemandoli nel fondo di una padella con un bicchiere d’acqua e 4 /5 cucchiai di zucchero di canna. A fuoco basso per 5 minuti e sono pronti . Tiriamo fuori dal frigo la pasta frolla, la stendiamo col mattarello fino al diametro giusto per la nostra tortiera. I mandarini cinesi caramellati li sistemiamo delicatamente uno accanto all’altro nel fondo della tortiera rivestita di carta forno,( ho foderato solo il fondo della tortiera ritaglia do un disco di carta forno) lasciando gocciolare sopra il caramello ottenuto e sopra sistemiamo la pasta frolla, bella aderente ai bordi oleati della tortiera. Comprimiamo un po’ la frolla facendo una lieve pressione sul fondo di mandarini.

Inforniamo in forno caldo a 180 gradi per 20/25 minuti e la ribaltiamo su una griglia per dolci. Rimuoviamo con delicatezza il disco di carta forno mentre é ancora bollente. Pronta profumatissima e scenografica. Attenti ai golosi in giro per casa.

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Focaccia pachino carciofi bottarga

La mia ricetta per il flash mob di oggi, organizzato dal Consorzio Pomodoro Pachino  e Aifb http://www.aifb.it/contest/flash-mob-pachino-2017/  : Una focaccia a lievitazione naturale per aperitivo o cena.

Il protagonista é lui, il pomodoro 🍅pachino 

e a fargli compagnia ci sono lievitomadre, carciofi e bottarga . Ingredienti qua sotto⬇⬇⬇

 

Ingredienti:

-250 gr di farina zero

-30 grammi di amido di mais

-200 gr di acqua a temperatura ambiente

-65 gr di lievito madre 

-20 olio evo

-6 gr di sale

Per la farcitura : pomodori pachino, mezzo cuor di  carciofo, un po’di bottarga in polvere, un pezzetto di mozzarella e infine del prezzemolo fresco se gradite.

Procedimento:

Pesare gli ingredienti e miscelare le farine , aggiungere l’acqua e impastare il tutto aiutandosi con una forchetta. Aggiungere il lievito madre spezzettandolo in piccole parti.  Appena amalgamato il tutto lasciare a riposo 15 minuti. Poi aggiungere olio e sale, impastare delicatamente per qualche minuto finché si sente l’impasto liscio ed elastico. Ungere una teglia (va benissimo una teglia da 25 o 28 cm di diametro) e sistemarlo delicatamente sul fondo, facendo pressione con i polpastrelli ben unti d’olio, lentamente e delicatamente. 

Lasciare così in forno spento, a lievitare per 6 ore circa. Trascorse le 6 ore la focaccia sarà raddoppiata di volume, esercitare un po’ di pressione sulla superficie unta e inserire i pomodorini tagliati a metà lasciando anche i piccioli per guarnizione su alcune metà.  Tagliare a fettine sottili il cuor di carciofo e saltarlo appena( con olio e sale) in padella per poi sistemarlo accanto ai pomodorini. Fare un’emulsione di acqua e olio evo e irrorare la focaccia . Aggiungere qualche piccolo pezzetto di mozzarella e scaldare il forno a 200°.

Mettere in forno caldo la teglia coperta da un foglio di carta stagnola per i primi 15 min. Togliere la carta forno, spolverare la superficie con una pioggerella di bottarga in polvere, e cuocere per altri 15 minuti. Gli ultimi 5 minuti con il calore solo sulla parte superiore del forno.

Sfornare e condire con del prezzemolo fresco. Da mangiare tiepida é ancora meglio: il gusto dei pomodorini tiepidi é sublime !

http://www.aifb.it/contest/flash-mob-pachino-2017/ 

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Torta alla ricotta light

《《Quando la torta é calda non si mangia》》 evabbene…allora scattiamo due foto, mettiamo a posto tutto il set ed é raffreddara al punto giusto..

Leggera, soffice e friabile , tutta biologica, poco dolce e poco grassa.

🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹

Talmente semplice che la faccio senza pesare ormai. Ma ecco la ricetta:

🔹200 gr di farina tipo1 🔹200 gr di ricotta vaccina ( se risulta asciutta bisognera aggoungere anchev50 gr di latte)

🔹50 gr di burro 🔹150 gr di zucchero a velo

🔹1 uovo intero

🔹un pugno di mandorle in scaglie🔹scorza di arancia o mandarino grattugiata qb

🔹2/3 di bustina di lievito per dolci
Impastata a mano, partendo dalla ricotta+farina e uovo a cui, una volta ben amalgamati questi tre , ho aggiunto tutti gli altri. Per ultimo il lievito, come sempre.

Ho sistemato il composto in una teglia unta e infarinata, e via: infornata a 180gradi. Sfornata dopo 25 minuti. Mangiata dopo il tempo tecnico di raffreddamento minimo , previa nevicata abbondante di zucchero a velo, in modalità pandoro. 🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹

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​Biscottini al cacao da tuffare nel caffè.

Facilissimi e veloci per gustare e allungare la pausa caffè anche in ufficio 😉

Ingredienti:

250 gr farina integrale

1 cucchiaio di sciroppo d’acero

70 gr zucchero di canna

10 gr di mandorle tritate

1 uovo

100 gr burro

1 cucchiaino colmo di lievito per dolci

Qb di vaniglia bourbon in polvere

1 cucchiaio e mezzo di cacao in polvere

Un po’ di zucchero a velo da spolverare

Impastare tutti gli ingredienti, formare una palletta e mettere in frigo per mezz’ora.

Stendere con un mattarello, tagliare con una piccola formina o con un tappo di metallo(tipo quello della bottiglia dell’olio 😊) sistemare su una teglia rivestita con carta forno e infornare a forno caldo a 180 gradi. Cuociono rapidi perché sono piccini. A seconda del forno..basteranno anche solo 10 minuti.

aifb contest Food&wine lievitomadre pane Robadanatti

Pan ner frattau 

Si sa che io amo panificare col lievito madre, e questa volta mi sono voluta cimentare in una ricetta di una regione montana, la Val d’Aosta,  con un pane meraviglioso,  ricco di proprietà nutritive data la presenza preponderante della farina integrale di segale che lo rende e lo definisce nero ma soprattutto lo arricchisce in profumi e caratteristiche organolettiche peculiari. Un pane festeggiato come  “Il pane delle alpi” alla festa de Lo Pan Ner http://www.lopanner.com/2017/ che si svolgerà il 14 e 15 Ottobre in 50 comuni della Val d’Aosta, e grazie al contest indetto per l’occasione da Aifb, Associazione Italiana Food Blogger di cui faccio parte. Dal titolo già si evince un abbinamento insolito, almeno idiomatico: e si, sto per raccontarvi come é nato questo piatto, con l’intento di valorizzare una preziosa ricetta della tradizione valdostana, quale é il pane nero,  con abbinamenti di ingredienti di altre regioni italiane . 

Mi sono ispirata a questa ricetta del pane Frattau perché per me personalmente il connubio pane-sugo-pecorino é una delle cose più appaganti della cucina casareccia, 
e in Sardegna, terra di pane e di cibi antichi e poveri, è eseguita tradizionalmente con i ritagli delle sfoglie del pane carasau , spesso inumidito con del brodo( in genere di pecora) o acqua calda e poi farcito con ingredienti che troviamo in tutte le dispense contadine dell’isola: del sugo di pomodoro, un uovo di gallina in camicia e del pecorino sardo grattugiato.

Questo é ancora un piatto tipico molto apprezzato e riproposto in molte sagre e trattorie perché nella sua essenza racchiude una bontà e una pienezza di gusto che fa assaporare la qualità delle materie prime genuine usate nella sua preparazione, senza fronzoli o artifici. Io ne ho fatto una mia versione: 

ho sostituito il pane carasau con  il pan nero tagliato a fettine sottili, non ho usato brodo o acqua per inumidirlo perché è un pane fresco di giornata, soffice e fragrante e già il sugo con cui l’ho condito l’ha abbondantemente inzuppato alla perfezione. 

Per prima cosa ho preparato il pane con la ricetta di base fornita da Lo Pan Ner, con cui ho sfornato due pagnotte, una delle due l’ho voluta decorare con i tagli in stile “Pintadera” ovvero, una foggia tipica dei pani antichi sardi, [ archeologi ed esperti ancora studiano gli arcaici significati legati a questa panificazione e i suoi simboli], con cui nell’epoca nuragica si usava timbrare il pane, in questo caso i tagli li ho effettuati con una lametta poco prima di infornare le pagnotte. 

Ingredienti:

○ 550 gr Farina di segale integrale 

○ 250 gr Farina di grano tenero tipo 0 

○ 200 gr Farina di grano tenero integrale

○ 620/650 gr Acqua 

○ 20 gr Sale marino

○ 300 gr Lievito madre rinfrescato da 4 ore

Preparazione:

Ho unito le farine, miscelandole con un cucchiaio, unito tutta l’acqua e lasciato a riposo per mezz’ora in ciotola coperta.

Ho ripreso l’impasto, inserito il lievito madre che avevo rinfrescato 4 ore prima, incorporandolo a piccoli pezzi. L’impasto appare corposo ed elastico, la farina di segale gli regala una texture e un profumo piacevolissimo. Dopo aver impastato a mano per dieci minuti, lascio a riposo una mezz’ora per non scaldarlo troppo tra le mani.

Riprendo l’impasto e con le mani incorporo delicatamente tutto il sale previsto in ricetta, fino a totale assorbimento. 

Infarino la spianatoia e mi accingo a fare le pieghe a fazzoletto all’impasto: due serie di pieghe a tre. Una ogni 30 minuti.

Fatte le pieghe, e fatta una pirlatura veloce , sistemo l’impasto in due colapasta rivestiti con un canovaccio ben infarinato, li metto in forno spento e lascio lievitare per 6 ore.

La cottura l’ho fatta in forno ventilato, a 250 gradi per i primi 10 minuti, altri 10 minuti a 230, 10 minuti a 200 e gli ultimi 15 minuti a 180. Ogni forno e a sè e potrebbero essere sufficienti anche meno minuti di cottura in certi casi. Nei primi 10 minuti ho anche nebulizzato dell’acqua sulle pareti del forno.

La ricetta di questo  frattau invece prevede gli ingredienti in foto: 

○del pane nero di segale come da ricetta Lo Pan Ner

○ del formaggio pecorino sardo fresco, qb

○ un uovo per ogni porzione 

○300 gr di sugo(dose per due persone) che io ho preparato con le “tamatighedde sarde” che trovo in questa varietà solo d’estate dalla signora da cui compro la frutta e verdura del suo orto. 

Va benissimo un sugo preparato con dei buoni pomodori pelati. 

Sarà sufficiente sistemare le fettine di pane su un piatto piano, versare sopra dell’abbondante sugo caldo mentre preparariamo  l’uovo in camicia sul fornello, da adagiare appena sopra il sugo, farcire infine con una pioggia di pecorino grattugiato.Affondare la forchetta nel tuorlo sarà il tocco finale per gustare in un boccone la bontà di questo pane profumato insieme ai sapori nel piatto. 

 Soddisfatta di questo risultato per il gusto e la resa nell’abbinamento, che mette a confronto due realtà del passato contadino molto distanti e pur molto simili, in ricordo di quei tempi in cui nei piccoli comuni di campagna, venivano accesi i forni per sfornare pagnotte fragranti scure e nutrienti, per le farine tutt’altro che raffinate, c’era chi impastava, chi accendeva il fuoco e chi aspettava scalpitante di assaggiarne un pezzetto. Ed era una festa di genuino sapere e di genuino mangiare. Grazie ad iniziative come queste si possono salvaguardare e consolidare antichi saperi preziosi e irrinunciabili della nostra cultura alimentare e comunitaria.